Non permettiamo di dire che lo fanno in nostro nome
Appello di Francesco Gesualdi contro la violenza politica, la pulizia etnica e le guerre di dominio
L’umanità ne ha conosciuti di orrori. Tanto per rimanere agli ultimi secoli, basti pensare al massacro degli Indios nell’America del Sud, alla deportazione di milioni di schiavi nelle Americhe, alla devastazione degli Indiani nell’America del Nord, al massacro degli Armeni, alla persecuzione degli Ebrei in Europa. Senza parlare delle varie guerre che si sono combattute provocando milioni di morti. E non conta essere stati vittime per astenersi dal commettere crimini: come si arriva in posizione di potere si applicano verso gli altri gli stessi metodi di repressione vissuti sulla propria pelle. Basti guardare come ci comportiamo noi italiani, con un passato di emigrazione di massa, verso i nuovi migranti che cercano rifugio nella nostra nazione.
Fra i tanti orrori che si stanno consumando nel tempo presente, particolare sdegno provoca la proposta di Trump di deportare qualche milione di Palestinesi per permettere allo stato di Israele di allargarsi in un contesto di pulizia etnica e di disporre di una nuova striscia di terra, quella di Gaza per l’appunto, da trasformare in un resort turistico per ricchi bagnanti che portano profitti a ricchi investitori. Il cinismo non conosce limiti in un tempo sopraffatto dall’ipocrisia che spaccia le guerre di dominio per guerre di democrazia e libertà.
In un mondo in cui il potere economico, militare e politico compie i propri crimini nell’indifferenza se non col consenso dei più, è diventato davvero difficile esercitare un’opposizione efficace. Ma non è una ragione sufficiente per rimanere in silenzio, che anzi rafforza il potere, sempre pronto a sbandierare il silenzio popolare come un segnale di legittimazione delle proprie scelte. Personalmente questa possibilità non gliela voglio dare, per questo desidero esprimere pubblicamente tutto il mio sdegno per l’ipocrisia dilagante e per tutte le forme di violenza che si stanno perpetuando nel mondo, con particolare riferimento alle politiche di respingimento che si stanno attuando in Italia, Europa, Stati Uniti, al progetto di deportazione dei Palestinesi, alla guerra in Ucraina fra Nato e Russia, alle tante altre guerre per il controllo delle risorse combattute in Africa e prossimamente, chissà, anche in Groenlandia.
Non diamoci per vinti. Almeno la nostra voce cerchiamo di alzarla.
Francesco Gesualdi
Centro Nuovo Modello di Sviluppo
